Blaser Swisslube – Main Sponsor – HC Blenio 2018-19

 Il colosso Svizzero attivo in tutto il mondo, sostiene la bella realtà Hockeystica della Valle di Blenio!!

 

Ivo Stupning      Sales Engineer  Ticino/Mesolcina

 

                     Sul posto per voi – anche sul ghiaccio.

                     FORZA HC BLENIO!!!

 

 

 

 

Sosteniamo l’Hockey Club Blenio perché l’hockey su ghiaccio è una delle passioni di Blaser Swisslube, oltre a

lubrorefrigeranti e lubrificanti. 

Non a caso abbiamo anche una nostra squadra amatoriale di hockey, i “Flying Drums”. Forza HCB, auguri di buona stagione!

https://www.blaser.com/it_CH

Regalano speranza. Sì, i ragazzi del Blenio hanno già vinto

Sono in pista per cercare la salvezza nell’hockey di Terza lega, vero. Ma stanno disputando anche un’altra partita: con risorse proprie, franchetto su franchetto, giocatori e dirigenti hanno finanziato la costruzione di un pozzo per l’acqua potabile in Kenya. Obiettivo raggiunto, presto il “via” ai lavori e l’inaugurazione.

Si insiste spesso, su queste pagine, circa il valore intrinseco delle piccole realtà sportive negli angoli del Cantone: per il valore identitario che esse trasmettono di generazione in generazione, per il loro essere testimoni di un territorio, ed anche – non da ultimo – per il fatto che quel misurarsi nel segno dell’agonismo su un campo o in una vasca o su una pista in nome del proprio paese o della propria comunità è segno vitale e peculiare, dunque di senso opposto alla massificazione. Si lotta, certo, per la gioia di una sera, per la doppia felicità di un momento che interrompa una serie negativa, per i punti in classifica, per un risultato. Ma cosa triste sarebbe se a questo si riducesse l’impegno. Come sanno alla latitudine dell’Hockey club Blenio, storia già a metà del quarto decennio, nove presidenti succedutisi da Stefano Buzzi a Mauro Giamboni odierno timoniere, e sempre con un occhio oltre la siepe di casa: sino al Kenya, e non per turismo.

Un franco sul franco, un salvadanaio rotto dopo un altro, un contributo qui ed una rinuncia là sono difatti bastati a dirigenza e giocatori della squadra – bel caso di amatorialità vissuta con “pàthos” quotidiano, dal ghiaccio alla tavola, dall’organizzazione dell’annuale torneo di beach volley (intorno alla metà di luglio) alla promozione diretta delle peculiarità della regione – per giungere in queste ore, e dunque persino in lieve anticipo sull’atto conclusivo della stagione sportiva, al traguardo di un progetto acquisito e fatto proprio: il finanziamento di un pozzo per l’acqua potabile in Kenya, da qui una distanza di 6’300 chilometri in linea d’aria o di 10’000 e rotti chilometri via terra. Perché in tale sede? Perché tempo addietro venne raccolto l’invito dei responsabili degli “Amici del Kenya”, associazione operante dal 2007 su programmi specifici con attività di volontariato, ora in parte sulla costa oceanica in prossimità di Malindi ed in parte nella zona di Kibera, “bidonville” di Nairobi; scolarizzazione di adolescenti e bambini, assistenza sanitaria, microcredito funzionale all’avvio di imprese e per l’appunto costruzione di pozzi per l’acqua potabile le linee operative, da un’idea di Fabio Stefanini e dei suoi familiari. Le cose, al solito, vanno così: uno ci mette la testa e la faccia, e la catena di solidarietà si sviluppa. Roba molto svizzera, roba molto tenace, roba molto pratica. Fatti due ragionamenti: possiamo? Possiamo. Anzi, con facile battuta: “Pozziamo”. Di più, con partecipazione diretta: fra qualche giorno un membro dello “staff” partirà per l’Africa al fine di seguire i lavori di costruzione, cui seguirà una breve cerimonia inaugurale con la posa della targa di ringraziamento. Pronta, la targa: per non farla troppo complicata, la scritta “Hockey club Blenio” dal Canton Ticino, Svizzera, e la foto dei giocatori in gruppo.

“Lo spirito di una grande squadra è anche questo”, così ed alle brevi il commento di Mauro Giamboni all’uomo sollecitato (tra l’altro: il cavare due parole è sempre un’impresa, quasi che sia stato fatto solo quel che era da farsi). Poco allora importa, al di là dell’orgogliio perché si gioca con un obiettivo per quanto sin dall’inizio si sappia quanto difficile sarà il conseguirlo, se fra una settimana il Blenio sarà ancora in Terza lega o si ritroverà in Quarta, trovandosi in lotta per la salvezza con il Nivo degli Astérix da villaggio gallico. Atleti, dirigenti, tecnici, collaboratori e compartecipi dell’avventura sportiva del Blenio, tutti insieme, hanno già vinto.

 

Fonte: Il Giornale del Ticino

L’HC Blenio presenta il suo nuovo sponsor principale Blaser Swisslube AG

Domenica 18 Febbraio 2018 in concomitanza con la partita di campionato contro il Nivo, l’HC Blenio ha presentato ufficialmente il suo nuovo importante sponsor principale!

Blaser Swisslube AG www.blaser.com importante azienda svizzera situata  a Hasle-Rüegsau nel canton Berna, specializzata nella fabbricazione di lubrorefrigeranti che vengono distribuiti in tutto il mondo, ha deciso di sostenere per le prossime stagione l’HC Blenio.

L’HC Blenio dal canto suo tiene a ringraziare sentitamente la Blaser Swisslube AG ed il suo responsabile per il Ticino Sig. Ivo Stupning per la fiducia e per l’importante sostegno.

 

Nella foto durante la presentazione:

da sin. Thomas Ferrari (Capitano) , Kim Müller, Ivo Stupning (Blaser Swisslube AG regione  Ticino)   Paolo Imperatori, Mauro Giamboni ( presidente)

Redfox di… muscoli sul Blenio

Pregassona Redfox solitario alla piazza d’onore del gruppo 1-est dell’hockey di Terza lega grazie al 6-3 ottenuto oggi nel mezzogiorno di fuoco alla “Resega” di Porza, avversario il Blenio da cui i luganesi erano stati sconfitti per 6-7, 17 giorni prima, in un finale fibrillante. Anche stavolta, nessuna esclusione di colpi e battute conclusive tra il fremente ed il tumultuoso: sul 5-3, al 56.54, penalità di partita per Sascha “Pinin” Piccoli portiere degli ospiti e per Dario Lurati fromboliere dei padroni di casa, spiacevole la dinamica dell’episodio su cui gli arbitri Axel Rydman e Marco Guidi avranno parecchio da scrivere. Così a tabellino: 2.04, Dario Lurati, 1-0; 13.36, Luca Margonar, 2-0; 19.29, Paolo Imperatori, 2-1 (a cinque-contro-quattro); 23.07, Jonas Vassalli, 3-1; 31.06, Stefano Pagnamenta, 4-1 (a cinque-contro-quattro); 32.07, Luca Viganò, 4-2 (a cinque-contro-quattro); 53.26, Dario Brughera, 5-2; 54.07, Reto Lehmann, 5-3; 57.53, Sacha von Gunten, 6-3.

(fonte il Giornale del Ticino |)

Una storia di ghiaccio e passione

L’Hockey Club Blenio festeggia i suoi primi trent’anni

Quella dell’Hockey Club Blenio – nato trent’anni fa con il nome di Hockey Club Blenio Campra – è una storia che val la pena raccontare. Un po’ per la maniera in cui questa società è nata, un po’ per la sua capacità di giungere fino ad oggi malgrado le non poche difficoltà che derivano dalla gestione di una squadra di hockey su ghiaccio.

L’origine di questa bella realtà sportiva è da ricercare nella grande passione per l’hockey di alcuni ragazzini bleniesi. Siamo all’inizio degli anni ’80, e a Malvaglia, Corzoneso, Aquila e Olivone iniziano a sorgere, in posti il più possibile al riparo dal sole, le prime, artigianali piste. La voglia di giocare aguzza l’ingegno: bastano qualche asse, una canna dell’acqua abbastanza lunga e alcune belle notti gelide. I ragazzi iniziano così a cimentarsi con pattini e bastoni; piano piano imparano a pattinare, a controllare il disco, a giocare a hockey. Le occasioni per confrontarsi con i coetanei degli altri paesi sono i tornei dei bar, momenti importanti per mettere alla prova le proprie capacità e per passare qualche ora in buona compagnia. Ed è in seguito all’entusiasmo suscitato da uno di questi tornei (tenutosi in Campra) che in alcuni di questi ragazzi inizia a nascere l’idea di unire le forze e fondare una squadra della Valle.

Proprio in Campra, una sera d’inverno nel 1983, viene fondato l’Hockey Club Blenio Campra: il presidente è Stefano Buzzi. Grazie alla disponibilità di Marino Vanzetti, titolare del centro nordico, la pista di ghiaccio viene modificata per soddisfare i regolamenti: il campo di gioco viene ampliato e si alzano le balaustre. La squadra, allenata da Osvaldo Facchi, è pronta per il suo primo campionato.

La stagione 1983/84, quella del debutto, termina con l’ultimo posto in terza lega a pari merito con l’HC Lavorgo, unica compagine battuta in quell’inverno. L’anno successivo l’HCBC gioca nel neo costituito campionato di quarta lega.

Nel corso degli anni novanta iniziano ad arrivare i primi rinforzi da fuori Valle, dando così il via a una bella e consolidata tradizione che vede giocatori provenienti da tutta la Svizzera italiana vestire la maglia verde della squadra bleniese; innesti che aiutano a migliorare il livello del gioco, la cui qualità aumenta di anno in anno, portando la società a togliersi qualche importante soddisfazione sportiva.

Nel contempo viene costruita la nuova pista di Biasca, a cui la squadra fa sempre più riferimento per allenamenti e partite. La struttura naturale di Campra viene progressivamente abbandonata. Con la pista, cambia anche il nome e così, dal 1996, la squadra si chiama Hockey Club Blenio.

Verso la fine degli anni novanta la società conosce un rilancio che porta a uno dei periodi sportivamente migliori della squadra, che riesce a confermarsi con regolarità ai vertici delle classifiche. Nel 2003 viene addirittura raggiunta la promozione in terza lega, grazie anche al lavoro e all’esperienza dell’allenatore luganese Bruno Bizzozero, ex giocatore di Lega nazionale trasferitosi in Valle e tutt’ora sulla panchina. Il cambio di categoria si fa però sentire e l’anno successivo si torna in quarta. Ancora una volta la squadra si aggiudica il campionato, ma questa volta si decide di rinunciare alla promozione.

La storia continua, si giunge a oggi, fra campionati più o meno soddisfacenti. La passione è però la stessa degli inizi: ed è grazie ad essa che questa bella realtà bleniese è riuscita, fra alti e bassi, a mantenere il proprio posto nel panorama dell’hockey amatoriale ticinese. Confermarsi non è semplice, si sotto il punto di vista sportivo, sia dal punto di vista societario. Ma la voglia di continuare è tanta e l’HCB ha davanti a sé un futuro sicuro. Molti giocatori bleniesi, partiti per fare altre esperienze fuori dalla valle, stanno tornando a dar manforte alla squadra che li ha visti muovere i primi passi sui pattini. Niente di meglio per festeggiare il trentesimo anniversario.

 

30 anni per l’hockey club Blenio

Giocare a hockey in Valle di Blenio

Il traguardo del trentesimo anniversario che l’Hockey Club Blenio si appresta a festeggiare ci offre lo spunto per conoscere un po’ più da vicino questa società, nata nel 1983 sulle ali di una grande passione per questo sport. Abbiamo incontrato chi questo club lo conosce bene: Luigi Arcioni – fondatore, ex giocatore e attuale vice presidente dell’HCB –, e Mauro Giamboni – giocatore e presidente dal 2010, anno in cui ha raccolto le redini del sodalizio con l’obiettivo di dare continuità all’ottimo lavoro svolto dai suoi predecessori, Eliano Ferrari e Donato Sarcinella.

Con loro cerchiamo di capire cosa significa gestire una squadra di hockey nella nostra realtà e di vedere come sono cambiate le cose in questi trent’anni.

Le cose sono cambiate eccome,” inizia Luigi, fra i fondatori della squadra. “Nei primi anni eravamo noi giocatori a preparare la pista di Campra, aiutando Marino Vanzetti a mettere le reti e a rigare il ghiaccio; così le spese erano molto minori, e riuscire a disputare un campionato era sicuramente più semplice”.

Oggi è comodo poter giocare e allenarsi alla pista di ghiaccio di Biasca”, continua Mauro, “anche per i molti giocatori che vengono da fuori valle; tornare a un impianto naturale come quello di Campra sarebbe impensabile, già solo per il calendario del campionato, più lungo rispetto al passato. Però i costi per l’affitto del ghiaccio sono notevoli, e pesano molto sulle casse della società”. Anche se i Comuni bleniesi e diversi sponsor forniscono un certo sostegno finanziario, per riuscire a garantire la partecipazione ai campionati, negli anni si è resa necessaria l’organizzazione di eventi e manifestazioni ricreative – fra cui il più importante è il torneo di beach volley a Olivone – che aiutano a rimpolpare le tasche. L’altro importante introito deriva dalle tasse sociali versati dai soci e dai giocatori.

Parlando di piste e di affitti, Luigi inizia a parlare di quello che forse è il più grande rammarico di questi trent’anni: “Come la Valle Verzasca e la Valle Maggia, anche noi avremmo potuto avere una nostra pista di ghiaccio; c’eravamo interessati, ma purtroppo non c’è stata la determinazione adatta per riuscire a realizzare questa idea. Poi è arrivata la pista di Biasca e tutto è finito lì”.

Anche sportivamente, riuscire a svolgere un campionato di terza lega (categoria a cui è attualmente iscritta la squadra) a buoni livelli è diventato difficile: “La qualità del gioco è molto aumentata anche nei campionati minori, non basta più saper semplicemente stare in piedi sui pattini,” dice Luigi. “Non abbiamo mai avuto alle spalle un settore giovanile vero e proprio, (anche se nei primi anni veniva proposta una scuola di hockey per i bambini e per un certo periodo è stato addirittura organizzato un torneo per i Moskitos),” spiega ancora Mauro, “ed è anche per questo che, per garantire alla squadra una certa qualità, si è dovuto cercare giocatori anche al di fuori della valle. È comunque una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo e l’impegno con cui questi ragazzi portano o hanno portato la maglia dell’Hockey Club Blenio. Gente proveniente da ogni parte della Svizzera italiana con alle spalle esperienze diverse, anche in Lega nazionale (tra cui Davide Bonvicini, ex HC Lugano, Alessandro Reinhart e Gabriele Pons, ex HC Ambrì-Piotta)…

Ma anche dalla Valle di Blenio sono usciti validi giocatori. Il primo è forse stato Gianni Rebai, che a metà degli anni ottanta è andato a giocare nelle giovanili dell’Ambrì-Piotta. Altri dopo di lui hanno fatto un’esperienza altrove, o nelle giovanili dell’HCAP o in squadre che militavano in categorie superiori; ma ora sembrano voler tornare a giocare a hockey in Valle di Blenio: “Fa molto piacere vedere come alcuni di questi ragazzi bleniesi, dopo aver giocato in categorie superiori, stanno tornando a dare una mano a rilanciare la squadra. È anche grazie a loro che la storia dell’HCB continua, e anche con buonissime prospettive…

È l’ottimismo quindi a caratterizzare questo trentesimo anniversario. Anche per questo si intende festeggiarlo degnamente, come merita la storia di questa società, che intende andare avanti per molti anni ancora. “I nostri obiettivi,” conclude il presidente, “sono sempre quelli di riuscire a mantenere la squadra a un certo livello nei campionati minori e soprattutto di dare l’opportunità ai giovani della valle di avvicinarsi a questo sport”.